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Autore: Wine Restor

camminare la vigna

Camminare la vigna

"Camminiamo la vigna" alla riscoperta di tali valori fondanti, trasmessi nella nostra famiglia di generazione in generazione e re-interpretati alla luce di un approccio moderno e rigoroso, con forti basi scientifiche e tecniche. Tale approccio, insieme alla ricerca scientifica, ci ha portati a riscoprire la nostra identità ambientale e ad operare una gestione agronomica e sociale fatta di buone pratiche quotidiane per prenderci cura dell'ambiente, delle persone e della comunità in cui viviamo.

"Camminare le vigne" significa intraprendere un percorso di osservazione e programmazione attento alla pianta, alle sue radici, al terreno in cui vivono e prendono forma, all'ambiente circostante del quale ci sentiamo custodi. Prendersi il tempo necessario per osservarla, valutare e percepire le sue esigenze, analizzarne le criticità ed elaborare delle soluzioni. Significa vivere il vigneto e così conoscerne ogni filare: l'obiettivo deve essere quello di guidare ogni singola pianta, e il vigneto nella sua totalità, ad esprimere al meglio le potenzialità nell'ottica del nostro progetto enologico.

IL SUOLO

Il suolo è la casa delle radici delle nostre amate vigne ed il nostro obiettivo primario deve essere quello di renderlo accogliente per ogni forma di vita che vi risiede, così da creare le migliori condizioni per l’efficienza della pianta e rispettare la biodiversità del suo habitat.

E’ infatti anche uno dei pilastri della vita sulla terra e, se vogliamo sentirci degni di essere considerati custodi del territorio, dobbiamo pensare alla sua salute, al suo valore per la biodiversità e per ogni processo biologico che in esso avviene.

Il nostro scopo è perciò nutrirlo e proteggerlo: il terreno è il fulcro del sistema vigneto, troppo spesso dimenticato. La pianta è legata al suolo per la vita e quindi dobbiamo fare in modo che venga accolta in un ambiente ospitale, affinché possa crescere e lavorare in modo ottimale.

Infine, un suolo in salute ospita vigne in salute, che producono uve di qualità!

Non basta guardare avanti, quindi, ma si deve anche osservare dove si appoggiano i piedi: il suolo ospita un quarto della biodiversità del nostro Pianeta (fao.org/soils-2015) e la nostra responsabilità deve essere quella di riportare la diversità delle specie sui suoli agrari a livelli ottimali, riducendo il disturbo delle attività umane.

La nostra azienda adotta pratiche di gestione che non solo migliorano la qualità del suolo, ma tutelano l’ambiente, la biodiversità del luogo e la qualità delle nostre uve.

 

PROGETTO BIOPASS 

Il percorso di costante crescita di Venica&Venica passa attraverso l’interazione con competenze professionali diverse, e con SATA Studio Agronomico abbiamo avviato un progetto di premurosa attenzione per i nostri suoli e le nostre vigne.

BioPASS è un infatti progetto per la salvaguardia e l’incremento della biodiversità in viticoltura, con particolare riferimento al suolo, inteso in tutte le sue caratteristiche, ma soprattutto come fulcro del sistema produttivo negli aspetti riguardanti la sua fertilità biologica e strutturale.

Il monitoraggio e la valutazione della biodiversità dei terreni risultano strumenti di eccezionale importanza per la sostenibilità di tutta la filiera vitivinicola: sono essenziali per comprendere l’impatto che le nostre azioni hanno sulle forme di vita presenti nell’ecosistema vigneto e negli spazi ad esso annessi.

Il progetto BioPASS prevede:

 

La valutazione dei principali indici di biodiversità strutturale (struttura aziendale e distribuzione delle aree che creano biodiversità)

 

L’analisi dello stato fisico e strutturale del suolo con il metodo della Visual Soil Analysis (suoli più ospitali garantiscono migliore qualità della vita per le piante e, di conseguenza, delle uve che esse producono)

 

 

L’analisi della microfauna del suolo, con il metodo della Qualità Biologica del Suolo, che indica il livello di salubrità dell’ambiente terricolo. In particolare, le nostre analisi QBS hanno mostrato punteggi da 133 a 197, quando si ritiene normale per un vigneto un valore di 118.

 

Il progetto specifico di Venica&Venica comprende lo studio della biodiversità e della qualità fisica e strutturale del terreno. I risultati ottenuti sono stati di particolare soddisfazione (elevata biodiversità e buona qualità fisica dei suoli), e a partire da essi sono stati elaborati interventi migliorativi, come l’inerbimento dei sottofila (porzioni di terra che si trovano proprio alla base delle piante) con semine polifunzionali e apporti di sostanza organica da compost prodotto internamente in azienda.

biodiversità

La Biodiversità

Da Venica non è infrequente intravedere, tra le fronde del fitto bosco attorno al corpo aziendale, qualche capriolo che si avvicina per curiosare e abbeverarsi, soprattutto al crepuscolo in primavera e autunno. Così come a volte la mattina presto, quando i vigneti sono ancora avvolti nel silenzio della nebbia mattutina, si notano le impronte dei cinghiali che di notte si avventurano tra i filari. Per non parlare poi di lepri o volpi, che si scorgono frequentemente attraversare le tortuose vie di campagna circostanti l’azienda.

La difesa del paesaggio e della biodiversità sono tra i valori fondamentali della Venica&Venica, che preserva da sempre le zone boschive presenti sulla superficie aziendale fin dalla programmazione di impianto di nuovi vigneti, non riducendo mai significativamente la loro estensione. Oggi l'azienda vanta 40 ettari vitati ed altrettanti di bosco, in un'ottica di salvaguardia dell'ambiente circostante sempre più attenta a preservare l'integrità dell'ecosistema che caratterizza il territorio.

La biodiversità è definita come ricchezza di forme di vita di un ambiente; essa permette la vita stessa, poiché senza la complessa catena di interazioni tra gli esseri viventi, nessuna vita esisterebbe.

Ogni foglia che in autunno cade a terra, torna ad essere vita solo se viene progressivamente distrutta da batteri, funghi, lombrichi e animali superiori, e grazie ad essi si disgrega fino ad un insieme di elementi semplici che vengono assorbiti dalla pianta, per rigenerare nuove foglie.

Per salvaguardare l’ambiente attiguo agli ettari impiantati a vite l'azienda gestisce le cosìdette "fasce tampone" a margine dei vigneti. Si tratta di aree vegetate permanenti costituite da oltre 40 essenze arboree e arbustive (censimento 2017). La funzione di queste fasce è proteggere il bosco e le acque da eventuali contaminazioni, trattenere le parti del terreno erose dagli eventi atmosferici, mantenere la biodiversità e la diversificazione del paesaggio.

La gestione delle "fasce tampone" rientra in un progetto più ampio di conservazione dei boschi e delle aree vegetate che ha come obiettivo la creazione di habitat per la sopravvivenza di numerose specie di mammiferi, uccelli, insetti, essenze erbacee ed alberi.

il-sovescio

Il sovescio in vigneto

Passeggiando in tarda primavera o ad inizio estate tra i vigneti di Venica, così precisi ed ordinati da ricordare le siepi scolpite di un giardino all'italiana, le vigne sembrano essere in perfetta sintonia con la miriade di fiori di campo (tarassaco, margherite, colza..) che crescono tra un filare e l'altro.
Non è una coincidenza: l'inerbimento spontaneo del terreno viene integrato ogni anno con semine di miscugli di erbe definite "polifunzionali", le cui specifiche proprietà apportano grandi benefici sia al sottosuolo che al soprasuolo. Questi miscugli prendono il nome di "sovesci", sono personalizzati a seconda delle caratteristiche e delle esigenze del singolo vigneto e contribuiscono alla creazione ed al mantenimento attorno alla vite di un ecosistema in perfetta armonia con ciò che la circonda.

LA SEMINA DEL SOVESCIO IN VIGNETO

Questa operazione, definita anche “concimazione verde”, viene effettuata al termine della vendemmia, prima dell’inizio delle piogge autunnali. Dopo il "riposo" invernale, al termine delle ultime gelate primaverili, il sovescio è pronto a sbocciare in uno spettacolo per gli occhi. Camminare tra le vigne di Venica, infatti, è sempre suggestivo, ma in primavera, quando l'atmosfera è inebriata da mille profumi, i prati punteggiati di colori e sui tralci di vite fanno capolino le prime gemme, sembra di passeggiare in un quadro impressionista: si tratta di una vera e propria esperienza sensoriale.

Il nostro miscuglio personalizzato di sementi per il sovescio, studiato in base alle necessità dei nostri vigneti, è composto da diversi tipi di piante, tra le quali: segale, senape, veccia, trifoglio, colza, rucola, rafano… Alcune appartengono alla famiglia delle leguminose e apportano azoto al terreno, fonte di nutrimento per la vite. Altre alla famiglia delle graminacee che, ricche di fibre, favoriscono la formazione di sostanza organica e humus. Altre ancora alla famiglia delle crucifere e combattono l’insediamento di parassiti del terreno.

Altri benefici per il sottosuolo sono, per esempio, una migliore areazione e permeabilità all'acqua in profondità a seguito della decomposizione delle radici di queste piante, che contribuiscono perciò a rendere il terreno più soffice. La stessa massa vegetale derivante dalla decomposizione rappresenta una preziosa fonte di nutrimento, che arricchisce sia la fertilità del suolo che il suo livello di biodiversità (funghi, batteri, insetti e specie animali trovano così sostentamento). Un suolo con migliori caratteristiche agronomiche (quali porosità, struttura, spazi per acqua e aria, presenza di sostanza organica, ecc) è anche un suolo più ospitale per la presenza di forme di vita, indicatori della salubrità del terreno stesso (lombrichi, acari, ecc).

Tuttavia, il sovescio è molto benefico anche per il soprasuolo: permette di ridurre considerevolmente fenomeni di erosione causati dalle abbondanti piogge della nostra regione, riduce la suscettibilità delle viti alle malattie ed i conseguenti interventi ai vigneti e contribuisce al mantenimento della biodiversità, dato che ogni pianta è attrattiva nei confronti di tantissime specie di insetti con diversi ruoli nell'ecologia del sistema.

Con l’aiuto delle semine polifunzionali in vigneto riusciamo così a mantenere un ecosistema sano per la vite ed un terreno vitale e libero da erbe infestanti. La nostra priorità infatti è la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali che abbiamo.

PINOT BIANCO: NUOVO VINO BANDIERA IN COLLIO

Mercoledì 30 giugno si è scritto un capitolo importante nella storia del Collio. Durante la conferenza stampa, tenutasi presso l’azienda Pascolo a Ruttars, Marco Felluga, grande patriarca del vino nonché promotore di questo progetto, ha presentato la “Rete d’impresa Pinot Bianco”.

Rete d’impresa Pinot Bianco nel Collio

Quest’associazione vede riunite sette storiche e importanti cantine del territorio nel progetto che ha l’obiettivo di valorizzare il Pinot Bianco in Collio con l’individuazione dei “siti” ottimali in ciascuna azienda. Come una famiglia, in cui ognuno si sostiene a vicenda, così anche queste aziende – Castello di Spessa, Livon, Pascolo, Russiz Superiore, Schioppetto, Toros e Venica&Venica – hanno scelto di unire gli intenti ed ergersi a protezione della propria terra.

Rete d’impresa Pinot Bianco nel Collio | con Serena VenicaPinot Bianco nel Collio

IL PINOT BIANCO NEL COLLIO – SIMBOLO DI UNA PRODUZIONE D’ECCELLENZA

Questo vitigno da oltre 150 anni ha trovato fissa dimora nel Collio, esaltando la sua identità e diventando simbolo di una produzione d’eccellenza in una regione nota nel mondo proprio per i suoi vini bianchi. Questo territorio, vocato per la produzione di vini longevi e di struttura, permette all’uva di Pinot Bianco di esaltare le intrinseche specificità in modo elegante.

È un vitigno che richiede molta cura nella gestione agronomica ma l’impegno è ripagato dalle note di estrema eleganza racchiuse nel calice. Un vino da condivisione, un vino intimo che, con la sua finezza, conquista e unisce le persone creando nuovi legami.

VENICA & VENICA PINOT BIANCO Talis _Photo ©Carola Nitsch

TALÍS – IL PINOT BIANCO DI VENICA & VENICA

Riprendendo le parole di Liliana Savioli, nel suo articolo ‘Sette aziende per il Pinot Bianco. Rete d’impresa nel Collio’, << Il Talís di Venica&Venica con la sua verticalità e lunghezza ci porta in un prato di montagna sotto le tre cime di Lavaredo>>. Infatti, la parola Talís in Friulano indica la pianta del tarassaco il cui fiore colora con bottoni gialli i nostri prati spontanei. È un vino dal colore giallo paglierino che, al naso, esibisce splendide e persistenti note di camomilla, fiordaliso in fiore e mela renetta; questa eleganza tipica del vitigno si riflette anche al palato con un sorso deciso, vivo e al contempo gentile.

 

Alzando un calice di Talís brindiamo insieme a questo meraviglioso progetto.

90° Annata nella storia di Venica & Venica

Presentazione della nuova annata 2020 dei vini Venica & Venica

Con grande gioia abbiamo il piacere di annunciarvi che siamo usciti da poco con la nuova annata 2020 dei vini Venica & Venica. Un’annata che ha un significato davvero particolare, in quanto per la Famiglia Venica rappresenta la 90° Annata della sua storia.

Il 2020 è stato un anno, che nessuno di noi dimenticherà facilmente. Così è stato anche per noi, in quanto ci siamo trovati a celebrare i nostri 90 anni dalla fondazione dell’Azienda nella surreale emergenza del Covid-19. Per cui l’uscita di questa annata 2020 ci riempie di particolare orgoglio, visto le difficoltà che questo momento storico ha chiesto a tutti.

Quindi brindiamo insieme a voi per festeggiare l’arrivo di questi nuovi vini e per celebrare insieme i nostri 90 anni. Inoltre ci sta particolarmente a cuore brindare per l’Italia, con l’augurio di una veloce rinascita in tutti i settori.

L'articolo 90° Annata nella storia di Venica & Venica proviene da Venica & Venica.

“Ronco delle Mele”: Un mare di fiori

Un mare di fiori a “Ronco delle Mele”: La bellezza del Collio in primavera!

Prima della fioritura delle viti è arrivato il momento per poter ammirare il mare di fiori del suggestivo meleto situato a “Ronco delle Mele”.

Sono proprio questi alberi di mele che vedete nel video, che hanno dato origine al nome di uno dei vigneti italiani più rinomati, conosciuto per il suo vino  “Ronco delle Mele” Sauvignon. Oggi è uno dei vini bianchi più premiati in Italia e ormai simbolo della VENICA & VENICA di Dolegna del Collio, Friuli [Italia].

 

Ha una storia davvero affascinante da raccontare, che risale alla Prima Guerra Mondiale, quando questa piccola collina fu bombardata dagli Austriaci. In seguito ai danni subiti, il fondatore della VENICA & VENICA Daniele Venica decise, per ripristinare e stabilizzare il terreno, di piantare in vicinanza al vigneto esistente una serie di alberi di mele.

E così che inizia la storia di questo vigneto, da cui provengono le uve Sauvignon che rendono questo vino “Ronco delle Mele” così speciale.

Ma continuiamo insieme con Gianni Venica questo meraviglioso viaggio tra le colline del Collio. Non lontano dal meleto vi porta alla sede principale della Azienda vitivinicola VENICA & VENICA, dove si trova la Cantina storica ed il Wine Resort. Circondato dal affascinante panorama delle vigne e boschi, con gli ampi spazi di relax tra giardino e piscina, il Wine Resort non vede l’ora di poter riaprire le porte ai suoi ospiti…

Vi aspettiamo!!!

 

Ideazione video, regia e video editing : Carola Nitsch

Video realizzato in collaborazione con Elled-Impianti per le riprese con il drone.

L'articolo “Ronco delle Mele”: Un mare di fiori proviene da Venica & Venica.

vigna meden

“VINUM” | Venica & Venica: Vini di Terroir del Collio

 

 

“VINUM” | Unique Wineries of the World

Marzo 2021 | Articolo pubblicato in lingua tedesca nella Rivista svizzera di cultura del vino

 

 

 

 

 

 

Venica & Venica:

Vini di Terroir del Collio



L’azienda vinicola Venica & Venica ha celebrato il suo 90° anniversario a Dolegna del Collio, in Friuli, nel 2020: la famiglia Venica è giunta alla terza generazione, la quarta è ai blocchi di partenza.

Gianni e Giorgio Venica si occupano di 40 ettari di vigneto nelle uniche colline del Collio nel nordest dell’Italia – impiantati con i più importanti vitigni della zona: Dal bianco Tocai Friulano (base del Collio DOC Friulano) al Sauvignon e dal Pinot Bianco alle varietà rosse: i membri della famiglia Venica sono viticoltori con i piedi per terra che, nonostante la costante ricerca e ulteriore sviluppo, valorizzano la tradizione e lavorano per garantirne la conservazione.
I vigneti sono situati sui tipici Ronchi, le colline del Collio, caratterizzate da un’ampia varietà di microclimi. Tutto ciò che hanno in comune è il sottosuolo, spesso dominato dalla “Ponka”: è costituita da strati di marna e arenaria; gli strati a volte rocciosi degradano leggermente sotto l’influenza degli influssi atmosferici, creando elementi grossolani che conducono inizialmente ad un terreno granulare e successivamente ad un terreno molto fine. Questo crea un substrato ideale per la viticoltura che conferisce ai vini mineralità e intense sfumature gustative.

 

 

Ornella Venica, Responsabile Relazioni Esterne: “Vogliamo capire e far esaltare le proprietà dei numerosi microclimi dei nostri vigneti per poter utilizzare in modo ottimale le proprietà specifiche di ogni singolo vitigno”.
I vini di punta della tenuta esprimano perfettamente questa filosofia: il Ronco delle Cime” Friulano e il Ronco delle Mele” Sauvignon. Ronco delle Cime è un vigneto impiantato a Tocai Friulano in posizione nord-ovest. Le uve vengono raccolte a metà settembre e lasciate sui lieviti per sei mesi (parte in legno grande, parte in acciaio) per esprimere il carattere speciale di questo vitigno autoctono e del luogo.


Giorgio & Gianni Venica  riuniti intorno la pietra celebrativa della data di fondazione dell’Azienda: 6 Febbraio 1930.

 

 

Il “Ronco delle Mele”, invece, è una precisa interpretazione di un Sauvignon friulano votato dalla critica come miglior vino bianco italiano nel 2001: le uve crescono a circa 150 metri sul livello del mare e vengono raccolte all’inizio di settembre . Il vino matura per cinque mesi, in parte in legno di grandi dimensioni e principalmente in acciaio, che si aggiunge alla sua finezza.

Ornella Venica è particolarmente interessata anche al “Tàlis”, Pinot Bianco monovitigno: il vitigno è di casa in Friuli da oltre 150 anni. Il nome del vino deriva dalla parola friulana per tarassaco ed è simbolo di questo vino „elegante sia al naso che in bocca, un vino che si racconta un po’ alla volta, come l’eleganza del portamento delle donne europee che apprezzi gradualmente.“ (Ornella Venica). Anche qui l’uva viene raccolta a metà settembre, il vino rimane per il 40 per cento in legno grande per cinque mesi.


“La sostenibilità serve soprattutto a preservare la biodiversità della nostra terra”.

Ornella Venica

 

“Ciascuno dei nostri vini è espressione del proprio terroir unico” dice Ornella Venica. Affinché questo aspetto arrivi direttamente in bottiglia, Venica & Venica ha deciso di porre particolare attenzione all’interazione tra le persone e l’ambiente. Ornella Venica: “Questa va oltre la certificazione biologica e biodinamica ed è una trasformazione olistica dell’intero processo produttivo verso la sostenibilità e il rispetto per l’ambiente – in ogni area e con il coinvolgimento di tutto il nostro team”. Il WineResort con le sue sei camere e due appartamenti fa parte da tempo di questo concetto sostenibile.

Per documentare questo processo, nel febbraio 2019 è stato presentato il primo bilancio di sostenibilità di Venica & Venica: The ConsumerLab, con sede a Roma, ha incluso il bilancio nel suo Index Future Respect 2019, come uno dei 40 più rappresentativi degli oltre 800 bilanci classificati.

 

 

 

 

Tre Vini di punta

 

 

 

 

“Ronco delle Cime” Friulano DOC Collio 2019

Invitanti fiori di mele, erbe aromatiche, fini anche mandorlati, speziati; Fresco eppure potente in bocca, l’acidità sostiene, il finale con fusione e lunghezza. Una delle interpretazioni più longeve del vitigno Tocai Friulano. Ottimo con antipasti e frutti di mare.

 

 


“Ronco delle Mele” Sauvignon DOC Collio 2019

Profumo complesso di menta, agrumi, anche erbe e salvia; base succosa, supportata da un’acidità di classe, note di menta e pesca nel finale. Si abbina perfettamente a pesce di lago, carni bianche o zuppe di verdure.

 

 

 

 

“Talis” Pinot Bianco DOC Collio 2019

Elegante interpretazione di un Pinot Bianco del Collio: profumi di fiori di tiglio, camomilla, agrumi, mele fresche; in bocca croccante e allo stesso tempo cremoso, l’acidità ben integrata, il finale minerale-fruttato. Consigliato con antipasti di pesce, tortellini in brodo e pollame.

 

 

Facts:

Venica & Venica
Localita ‘Cero’, 8,
I-34070 Dolegna del Collio
Tel. + 39 0481 61 264

Internet:   www.venica.it
Facebook:   Venica&Venica
Instagram:  @venica.venica

Anno di fondazione:  1930
Proprietari:  Fam. Venica
Enologi:  Gianni e Giorgio Venica
Ettari vitati:  40

Importatore in Svizzera:
www.caratello.ch   info@caratello.ch

 

 

L'articolo “VINUM” | Venica & Venica: Vini di Terroir del Collio proviene da Venica & Venica.

I Riconoscimenti per la Venica nel 2020

Anche nel percorso dell’anno 2020 la Venica & Venica ha ricevuto numerosi riconoscimenti dalle più importanti Guide del mondo enologico. Per noi il 2020 era di particolare importanza, un anno dove da un lato abbiamo potuto festeggiare il 90. anniversario dalla fondazione dell’Azienda. Ma era anche un anno, che entrerà nella storia di tutti noi per le enorme difficoltà causate dalla pandemia.

Ricevere quindi questi premi in un momento storico come questo ci ripaga per i sacrifici che dedichiamo tutta la vita a questo lavoro e l’amore che mettiamo a produrre vini.

Ecco alcuni dei riconoscimenti che la Venica & Venica ha ricevuto nel 2020 :

VINIBUONI D’ITALIA

a cura del Touring Club Italiano

PETRIS – MALVASIA – DOC Collio 2019

Pluripremiato anche quest’anno dalla Guida Vinibuoni d’Italia 2021 a cura del Touring Club Italiano dedicata soltanto ai vini da vitigni autoctoni.

Ha ottenuto la CORONA, il massimo riconoscimenti dalla guida ai vini d’eccellenza. Per di più ha ricevuto le 4 STELLE.
La foto e’ un ricordo della vendemmia 2019 mentre le uve della nostra MALVASIA sono state raccolte a mano.

RONCO DELLE CIME – FRIULANO – DOC Collio 2019

Premiato con le 4 Stelle dalla Guida Vinibuoni d’Italia 2021 a cura del Touring Club Italiano dedicata soltanto ai vini da vitigni autoctoni o di antica coltivazione in Italia.

Nella foto in primo piano alcuni grappoli d’uva Friulano nel vigneto di RONCO DELLE CIME poco prima di essere vendemmiati.

L’ADELCHI – RIBOLLA GIALLA – DOC Collio 2019

Premiato con le 4 Stelle dalla Guida Vinibuoni d’Italia 2021 a cura del Touring Club Italiano dedicata soltanto ai vini da vitigni autoctoni o di antica coltivazione in Italia.

Nella foto in primo piano alcuni grappoli d’uva di Ribolla Gialla poco prima di essere vendemmiati.

DOCTOR WINE by Daniele Cernilli

Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2021

Anche nel percorso dell’anno 2020 la Venica & Venica ha ricevuto numerosi riconoscimenti dalle più importanti Guide del mondo enologico. Per noi il 2020 era di particolare importanza, un anno dove da un lato abbiamo potuto festeggiare il 90. anniversario dalla fondazione dell’Azienda. Ma era anche un anno, che entrerà nella storia di tutti noi per le enorme difficoltà causate dalla pandemia.

Ricevere quindi questi premi in un momento storico come questo ci ripaga per i sacrifici che dedichiamo tutta la vita a questo lavoro e l’amore che mettiamo a produrre vini.

Ecco alcuni dei riconoscimenti che la Venica & Venica ha ricevuto nel 2020 :

VINIBUONI D’ITALIA

a cura del Touring Club Italiano

PETRIS – MALVASIA – DOC Collio 2019

Pluripremiato anche quest’anno dalla Guida Vinibuoni d’Italia 2021 a cura del Touring Club Italiano dedicata soltanto ai vini da vitigni autoctoni.

Ha ottenuto la CORONA, il massimo riconoscimenti dalla guida ai vini d’eccellenza. Per di più ha ricevuto le 4 STELLE.
La foto e’ un ricordo della vendemmia 2019 mentre le uve della nostra MALVASIA sono state raccolte a mano.

VINIBUONI D'ITALIA 2021 Venica & Venica | Riconoscimento Malvasia

RONCO DELLE CIME – FRIULANO – DOC Collio 2019

Premiato con le 4 Stelle dalla Guida Vinibuoni d’Italia 2021 a cura del Touring Club Italiano dedicata soltanto ai vini da vitigni autoctoni o di antica coltivazione in Italia.

Nella foto in primo piano alcuni grappoli d’uva Friulano nel vigneto di RONCO DELLE CIME poco prima di essere vendemmiati.

VINIBUONI D'ITALIA 2021 Venica & Venica | Riconoscimento Ronco delle Cime

L’ADELCHI – RIBOLLA GIALLA – DOC Collio 2019

Premiato con le 4 Stelle dalla Guida Vinibuoni d’Italia 2021 a cura del Touring Club Italiano dedicata soltanto ai vini da vitigni autoctoni o di antica coltivazione in Italia.

Nella foto in primo piano alcuni grappoli d’uva di Ribolla Gialla poco prima di essere vendemmiati.

VINIBUONI D'ITALIA 2021 Venica & Venica | Riconoscimento Ribolla Gialla
DOCTOR WINE by Daniele Cernilli

Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2021

RONCO DELLE MELE – SAUVIGNON – DOC Collio 2019

MIGLIOR VINO IN ITALIA 2021

da uve Sauvignon

 

Premio speciale per RONCO DELLE MELE – SAUVIGNON – 2019 come “MIGLIOR VINO ITALIANO da uve Sauvignon” dalla Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2021 a cura di DoctorWine by Daniele Cernilli.
Inoltre è stato premiato con il “FACCINO DoctorWine” con il punteggio di 97/100.

Doctor Wine 2021 | Miglior Sauvignon Italia RONCO DELLE MELE Sauvignon 2019 DOC Collio | VENICA & VENICA _Photo ©Carola Nitsch
WOW – The italian competition 2021

Civiltà del Bere

RONCO DELLE CIME – FRIULANO – DOC Collio 2019

RONCO DELLE MELE – SAUVIGNON – DOC Collio 2019

MIGLIOR COLLIO DOC 2021

 

Il nostro RONCO DELLE MELE – SAUVIGNON DOC Collio 2019 ha ottenuto un altro risultato straordinario vincendo il premio “MIGLIOR COLLIO DOC” alla terza edizione del concorso enologico di Civiltà del bere “Wow – the Italian Wine Competition”.

Ha ottenuto inoltre la MEDAGLIA D’ORO insieme al nostro RONCO DELLE CIME – FRIULANO DOC Collio 2019.

Nella foto Giorgio e Gianni Venica con i loro vini premiati.

 

Ecco la valutazione dei Giudici:

 

RONCO DELLE MELE, Collio Sauvignon Doc 2019

🍇 Sauvignon blanc 100%
👉🏻 Profumo tipico di pompelmo e salvia, con tocco minerale/fumé
👉🏻 Ottima concentrazione al palato, con finale di liquirizia, chiusura precisa, buona persistenza, con tocco denso e minerale caratteristico

RONCO DELLE CIME, Collio Friulano Doc 2019

🍇 Friulano 100%
👉🏻 Color paglierino brillante.
👉🏻 Profumo di media intensità con tipiche note di mandorla, leggermente tostata, interessante complessità Gran corpo, maturità e densità di frutto, buona freschezza e persistenza. Ottimo Tocai in versione da sera.

Ronco delle Mele e Ronco delle Cime, i due vini Cru della Venica & Venica
SLOW WINE 2021

Guida al Vino italiano

TALIS – PINOT BIANCO – DOC Collio 2019

E’ stato premiato dalla Guida SLOW WINE 2021 di SLOW FOOD con il riconoscimento “TOP VINO” (vino eccellente sotto il profilo organolettico).
Inoltre alla nostra azienda è stato assegnato il riconoscimento “BOTTIGLIA” per l’ottima qualità di tutte le bottiglie presentate.

Guida SLOW WINE 2021 Venica & Venica | Riconoscimento Pinot Bianco
Guida ai Vini d’Italia ‘viTae’

Associazione Italiana Sommelier

RONCO DELLE CIME – FRIULANO – DOC Collio 2019

RONCO DELLE MELE – SAUVIGNON – DOC Collio 2019

RONCO DELLE MELE, Sauvignon 2019 e RONCO DELLE CIME, Friulano 2019 DOC Collio hanno ottenuto dall’ Associazione Italiana Sommelier il massimo riconoscimento delle QUATTRO VITI nella 7° Edizione della “Guida ai Vini d’Italia VITAE“.

Guida viTae 2021 Venica & Venica | Riconoscimento Ronco delle Mele e Ronco delle Cime

LE RICETTE DEL VINO tra le “le donne del vino”

In occasione della “festa della donna”:

LE RICETTE DEL VINO – Sinergia e piacere della condivisione tra “le donne del vino”

 

Vignaiola : Ornella Venica della Venica & Venica

Ristoratrice : Adriana Rizzotti – Ristorante “Al Ponte di Gradisca d’Isonzo

Sommelier & giornalista: Patrizia Pittia

La Ricetta:

Gnocchi di Zucca e Fasolari

 

VINO / VITIGNO IN ABBINAMENTO ALLA RICETTA: Malvasia Istriana

Nome del vino: Malvasia “Petris” DOC Collio

Nome della cantina produttrice: Venica & Venica

MOTIVI DELL’ABBINAMENTO:

La Malvasia Istriana, uva a bacca bianca, di origine greca, fu portata in Italia dai Veneziani nel periodo della Serenissima attraverso la Dalmazia e l’Istria. In Friuli Venezia Giulia ha trovato in suo habitat naturale, nel Collio le marne arenarie gli donano: aromaticità, freschezza, sapidità, mineralità.

Un vino complesso che trova il giusto abbinamento: la tendenza dolce dei gnocchi di zucca e il sapore del mare dei fasolari si incontrano con la freschezza e la sapidità della malvasia per una perfetta chiusura di pulizia e aromaticità.

STORIA E ANEDDOTI DELLA RICETTA “GNOCCHI DI ZUCCA E FASOLARI”:

I gnocchi di zucca è un piatto classico nelle trattorie e case friulane, soprattutto in autunno quando si trova in abbondanza.

I fasolari sono deliziosi molluschi dalla carne morbidissima e una forte concentrazione salina. Si trovano nella zona dell’alto adriatico. Il loro habitat i fondali marini, la conchiglia esteticamente dalle varie tonalità di arancio la rende adatta a piatti raffinati e di effetto.

 

Difficoltà della ricetta:  abbastanza facile

Tempo di esecuzione: 90 minuti

INGREDIENTI:

Dosi per N° 4 persone

1 Kg. di zucca – 2 rossi d’uovo – pizzico di sale – 100 gr. farina – noce moscata – 1 kg. fasolari – uno spicchio d’aglio – prezzemolo – olio Evoà

 

DESCRIZIONE:

Cucinare a vapore la zucca, dopo averla raffreddata e sgocciolata unire i tuorli, il sale, la farina e la noce moscata. Cucinare gli gnocchi in acqua leggermente salata e a cottura ultimata, scolare e raffreddare. Tritare i fasolari e padellarli con mezzo spicchio d’aglio, unire un cucchiaio d’acqua di cottura, aggiungere gli gnocchi e una spolverata di prezzemolo.

 

Schioppettino: Un rosso visionario

Seguendo il pensiero del giornalista Carlo Cambi sicuramente è insolito che un’Azienda, conosciuta e pluripremiata per i vini bianchi, per celebrare il 90°Anniversario s’affida invece a un rosso! Non basta: la Venica&Venica, andando alle radici della sua viticoltura, ha scelto un rosso identitario, ma di nicchia: la Ribolla Nera.

Non vi è familiare? Allora seguiteci per scoprire insieme le origini di questa novità arrivata nel 2020, nell’ anno celebrativo della festa dei 90 anni per la Venica & Venica.

 

UN ROSSO VISIONARIO PER CELEBRARE UNA VITA DI BIANCHI

Di Carlo Cambi su “La Verità”, Giugno 2020

“Non poteva che cominciare con un coup de theatre questo 2020 palindromo e bisesto per i Venica. Gianni è abituato a stupire, Giorgio no, lui da ex pilota valuta ogni inezia, però s’è lasciato trascinare dal fratello in un ossimoro enologico.

I Venica devono la loro ampia e meritatissima fama, costruita anche da Ornella con paziente lavoro di parola e di commercio e oggi affiancata da Serena, ai bianchi: il Ronco Cime grandissimo Friulano e il Ronco Mele, forse il più peculiare dei Sauvignon prodotti in Italia. Ti puoi aspettare che per celebrare un anno storico, fanno 90 vendemmie da quando il capostipite Daniele Venica dette il via all’azienda, s’affidino a un rosso? Non basta: hanno scelto, andando alle radici della loro viticoltura, un rosso identitario, ma di nicchia: la Ribolla Nera.”

Gianni e Giorgio Venica con la loro ultima creazione: lo Schioppettino.

Nella foto un momento dell’annata 2020 con le uve appena vendemmiate.

Schioppettino | Venica & Venica Vendemmia 2020

Schioppettino: l’identità della valle dello Judrio

 

“Non vi è familiare? Allora chiamiamolo Schioppettino: un vitigno che è l’identità della valle dello Judrio, antico confine austroungarico e oggi sloveno. Era un vitigno negletto al punto che a metà del Novecento lo cancellarono dagli albi viticoli del Friuli Venezia Giulia. Vi fu una mezza rivolta proprio dei vignaioli di Prepotto e finalmente lo Schioppettino è tornato alla luce. Al sole di una valle che precipita dalle prealpi Giulie.

Era, come del resto la Ribolla Gialla, il vino delle campagne, oggi è tornato all’eccellenza complesso e inconfondibile com’è. I Venica hanno investito dieci anni su questa rinascita. Cinque per avere la prima vendemmia buona, altri sei per far affinare lo Schioppettino, prima in legno quindici mesi, poi in vetro cinque anni. E’ ora in commercio la vendemmia 2012 e la bottiglia, una borgognotta e anche questo è un unicum per i Venica, porta in etichetta un estratto del rogito del 1930 d’acquisto del corpo centrale dell’azienda.

Il colore è rubino intenso e brillantissimo, il naso esplosivo di mora selvatica, di lampone con accentuato pepe e sottofondo muschiato, il palato è come nello stile della casa carezzevole, ampio. E’ un Venica e dunque il ritorno è eterno su note dolcemente speziate. Vino da carni rosse, da paste salsate, da formaggi duri. Per me per polenta ai funghi, Montasio e prosciutto D’Osvaldo.”

2020: Le Vendemmie del 90° della Venica & Venica

Ornella Venica: «Le condizioni climatiche hanno contribuito a un’ottima maturazione, premessa per un vino di qualità. L’acidità delle uve a bacca bianca simile a quella degli anni Novanta, quando le temperature erano inferiori. Nella famiglia dei Pinot, produzione in calo dell’8-10 per cento».

Condizioni climatiche ottimali hanno contribuito a una vendemmia 2020 di ottima qualità, premessa per un vino di altrettanto pregio: le piogge regolari hanno impedito alle viti di subire stress idrico, la buona escursione termica ha calibrato perfettamente carica aromatica e acidità, rendendo le uve di quest’anno molto simili a quelle degli anni Novanta, quando la gradazione era leggermente inferiore a quella delle ultime stagioni, accentuata dall’innalzamento delle temperature.

Venica&Venica, la storica Cantina di Dolegna del Collio, racconta così la sua 90esima vendemmia, praticata in un anno in cui il Covid-19 ha messo in crisi molti aspetti della vita socio-economica ma non è riuscito a piegare la natura, che sta “regalando” raccolti da mettere in memoria.

 

In attesa di staccare i grappoli a bacca rossa tra gli ultimi giorni di settembre e inizi ottobre.

La vendemmia dell’uva bianca quest’anno è iniziata il 25 agosto per concludersi il 18 settembre. Un periodo in cui la famiglia Venica&Venica e i suoi collaboratori sono entrati ogni giorno in vigna per cogliere il momento migliore in cui tagliare il frutto della vite rigorosamente a mano, perché ciò consente un controllo puntuale e immediato dello stato di salute dell’uva. «Se le condizioni climatiche sono importanti, è altrettanto determinante saper individuare la giusta curva di maturazione dell’uva», racconta infatti Ornella Venica, elencando le azioni fondamentali che portano a un vino d’eccellenza.

Sono 40 gli ettari che l’azienda coltiva da 90 anni nella zona più a Nord del Collio, dove quest’anno la produzione della famiglia dei Pinot è stata leggermente inferiore alle precedenti annate, come è successo per altro nel resto d’Italia. «C’è stata una produzione inferiore di circa l’8-10% – conferma la vignaiola – il che è un vantaggio per la qualità dell’uva raccolta».

Dai vigneti di Dolegna all’evento glamour: “La Vendemmia in Via Montenapoleone”

2020 – Le Vendemmie del 90° della Venica & Venica: Dalla vendemmia in vigna a quella glamour nel centro di una city come Milano, per Venica&Venica il passo è breve. Dall’8 al 10 ottobre la storica Cantina sarà protagonista nello spazio Pinko della “Vendemmia in via Montenapoleone”. L’ormai tradizionale appuntamento viene promosso da MonteNapoleone District, in collaborazione con il Comitato Grandi Cru d’Italia, per unire la produzione d’eccellenza italiana, contraddistinta dai brand del lusso e dalle più prestigiose cantine del made in Italy.


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Venica & Venica Di Gianni Venica e C. S.S. Società Agricola

Località Cerò 8 34070 Dolegna del Collio (Go)
 (+39) 0481 61264
 info@venica.it  wine.resort@venica.it

La bottega è aperta dal lunedì al sabato, dalle 9.30 alle 18.00. 
I sabati di gennaio la bottega resterà chiusa
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